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Tot. visite contenuti : 998626| Forum “Stato di salute della sanità e dei servizi sociali nell’area grecanica”. Le considerazioni di Mario Alberti |
| Domenica 07 Febbraio 2010 16:04 |
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Uno su tutti l’aver messo insieme nel ragionamento classi mediche variegate, lo specialista, il privato convenzionato, l’ospedaliero… In più il sociale, che sta di diritto dove si parla di salute, ma ancora pochi l’hanno compreso. Devo dire che l’uditorio mi è sembrato condividere l’idea di socio – sanitario, anche tenendo conto della forza in termini di entusiasmo e competenza che il terzo settore dell’Area Grecanica esprime. Quindi gli attori locali si sono parlati, confrontati e lasciati con un appuntamento, pur vago, ma facilmente trasformabile in operativo, visto i temi toccati. Non approfondisco questo aspetto perché il video su Melito tv non richiede descrizioni. Deve però dire che un intervento mi è sembrato decisamente fuori dal coro, non in termini di idee, sulla quale diversità ci si può confrontate. Ma di toni e pregiudizi. Mi riferisco all’ultimo in ordine cronologico, degli interventi del pubblico. E mi riferisco ad un sindacalista, il cui nome mi sfugge, che in totale disarmonia con il clima, di contrasto ma non di livore, ha lanciato strali su tutti. Passaggi condivisibili, quelli sulla centralità della persona e sul diritto inalienabile alla salute. Ci siamo. Ma ritenerne il terzo settore un ambito dove le mafie hanno messo mani, mi sembra eccessivo. O addirittura un alibi per risolvere la disoccupazione nel mezzogiorno, sottopagando i dipendenti.. Questo mi preoccupa detto da un sindacalista. Ben venga, se il terso settore produce occupazione…e non facciamo di tutte le erbe un fascio. Forse l’egregio signore non sa che i professionisti del privato – sociale ( come si diceva una volta) lottano con arretrati di rette e committenze pubbliche che ammontano a numerosi mesi di stipendio, e continuano a lavorare con lo stesso coraggio ed impegno di prima. Non sa che gli stessi rigettano tutte le pressioni che derivano da altri contesti rischiando in proprio e non sa che in contratti di categoria, se definiti poveri, hanno previsto la contrattazione sindacale. Quindi loro dov’erano? La mafia entra dove conviene. Nel terzo settore, almeno della nostra area, farebbe magro bottino. Entra invece nelle amministrazioni, nei governi, nelle società ed anche nei sindacati….se serve. Gentile sindacalista, non abbiamo bisogno di censori ma di persone che ci camminano a fianco, con competenza ma con umiltà. Il suo intervento ha cantato una nota stonata nella confusione produttiva delle relazioni attivate nel nostro forum. La mancata unità è spesso il nostro problema.
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Non v’ è dubbio alcuno che il forum di questa mattina in via del Fortino abbia sortito degli obiettivi, forse non preventivati.